Il momento giusto per riparare il tetto è quando il sole splende

il

“The time to repair the roof is when the sun is shining”

“Il momento giusto per riparare il tetto è quando il sole splende”

C’è questa frase di John F. Kennedy che spiega in maniera semplice come un paese civile, così come un buon padre di famiglia, dovrebbe prepararsi al futuro, programmarlo, costruirlo. E’ un concetto così semplice che quasi sembra stupido parlarne ma, se andiamo a vedere la realtà dei fatti, così semplice e banale non lo è, non lo è proprio per niente. Perché qui in Italia si va avanti solo ad emergenze, solo quando è troppo tardi, SEMPRE. Perché dopo ogni crollo, ogni terremoto, ogni piccola o grande tragedia l’Italia intera parla di sicurezza, di ingegneria, di manutenzione, siamo tutti comprensibilmente arrabbiati e addolorati, siamo feriti nel profondo, siamo indignati. Ma tutto questo interesse dura sempre poco, molto poco. Anche se non ce lo ricordiamo, o facciamo finta di non ricordarcelo, tutto questo è già successo, molto e molte volte. E’ successo per la scuola di San Giuliano di Puglia 2002, dove sotto le sotto le macerie rimasero intrappolati 57 bambini, 8 insegnanti e 2 bidelli, è successo per il terremoto dell’Aquila, quello dell’Emilia e quello del Centro Italia, così come per i molti viadotti crollati negli ultimi anni. Ci dimentichiamo tutto, tutto, ci dimentichiamo delle vittime e dei tanti bei propositi (realizzabili alcuni, altri meno) per rendere l’Italia più sicura. Questo perché semplicemente non ci interessa, lo so, fa male a dirlo ma secondo me è così. Non percepiamo la sicurezza come un valore e questo si ripercuote su tutto, dalle fondamenta delle nostre istituzioni che dovrebbero rendere sicure le grandi opere fino al singolo privato che piuttosto di preoccuparsi della sicurezza della propria casa preferisce comprarsi un nuovo cellulare o televisore e non si pone il problema di fare qualche abuso. Ci manca la cultura, che non si può imporre con le leggi, le norme o gli obblighi. La cultura si insegna sensibilizzando: è una strada lunga e silenziosa, una che non fa rumore, non genera voti né clientelismi. Solo così la sicurezza diventerà un valore sempre e non solo quando viene meno, non solo dopo una tragedia ma prima. Così il politico dovrà impegnarsi seriamente nella manutenzione e nella sicurezza se vorrà essere eletto o rieletto (mentre adesso per fare campagna elettorale si parla di condoni) e solo così si innescherà un meccanismo che coinvolgerà tutti i responsabili: politica, istituzioni, professionisti e cittadini, perché sia chiaro, l’Italia siamo noi e siamo tutti responsabili del cambiamento.

La strada per aumentare la sicurezza del costruito in Italia passa da una presa di coscienza collettiva e non c’è tempo da perdere perché è una strada lunga e faticosa e occorre imboccarla quanto prima altrimenti ci ritroveremo molto presto qui a parlare di un’altra, ennesima, imprevedibile, tragedia annunciata

Ing. Braian ietto

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