Come funziona il bonus facciate

Abbiamo già parlato in altri articoli qui nel nostro sito del Sisma Bonus e di quanto questo sia un importante strumento per la messa in sicurezza degli edifici esistenti e dei centri storici del nostro paese. Oggi vogliamo invece focalizzare la nostra attenzione su un altro Bonus fiscale di cui abbiamo sentito molto parlare negli ultimi tempi: il Bonus Facciate.

Il Bonus Facciate, attivo da febbraio e per tutto il 2020, è un nuovo incentivo fiscale che consente di recuperare il 90% dei costi sostenuti nel 2020 per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici in 10 anni come detrazione Irpef. Ma entriamo ora meglio nel dettaglio.

Per quali interventi può essere utilizzato

Il Bonus Facciate è ammesso per interventi volti al recupero o restauro della facciata esterna di edifici esistenti, sia privati che condomini. Per facciate esterne si intendono tutte quelle visibili dalla strada o da suolo pubblico, quindi escluse quelle visibili o affacciate in corti o ambienti privati. Non spetta, inoltre, per gli interventi effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile o realizzati mediante demolizione e ricostruzione.

Per avere accesso al bonus è necessario che gli edifici siano ubicati nelle zone A o B, ovvero edifici posti nei centri storici- artistici comprese le aree circostanti, ma anche tutti gli edifici posti al di fuori del centro storico ma in zone totalmente o parzialmente edificate dei centri abitati, ricadono quindi in queste aree la maggior parte degli edifici residenziali posti nel nostro territorio. Sono esclusi invece gli edifici posti all’interno di aree di nuova edificazione, zone industriali e zone agricole;

Gli interventi inclusi nel bonus sono quelli riguardanti:

– Il rinnovo degli elementi costitutivi della facciata esterna dell’edificio, compresi anche la sola pulitura e tinteggiatura della superficie;

Il consolidamento, il ripristino, il miglioramento delle superfici opache della facciata che interessino oltre il 10% dell’intonaco della superficie lorda o elementi della facciata influenti dal punto di visto termico;

Il rinnovo degli elementi costitutivi dei balconi, ornamenti e dei fregi;

I lavori riconducibili al decoro urbano come ad esempio quelli relativi alle grondaie, ai pluviali, ai parapetti, ai cornicioni e alla sistemazione di tutte le parti impiantistiche che insistono sulla parte opaca della facciata

tutte le spese relative all’acquisto dei materiali, all’installazione dei ponteggi, alla progettazione e alle spese ad essa contestualmente legate (perizie, sopralluoghi, certificazione energetica…), l’Iva, l’imposta di bollo e i diritti pagati per la richiesta di titoli abitativi edilizi, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico.

Sono esclusi interventi volti a sostituire vetrate, infissi, portoni e cancelli.

Rifacimento facciata di edificio in centro storico a Pisa

Chi ha diritto alla detrazione

Possono accedervi tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi e che possiedono a qualsiasi titolo l’immobile oggetto di intervento in base ad un titolo idoneo.

In particolare i beneficiari devono o possedere l’immobile in qualità di proprietario, nudo proprietario o titolare di altro diritto reale di godimento sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione o superficie) oppure detenere l’immobile in base a un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, ed essere in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.

Sono inoltre ammessi a fruire della detrazione, purché sostengano le spese per la realizzazione degli interventi, anche:

  • i familiari conviventi con il possessore o detentore dell’immobile (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado)
  • i conviventi di fatto, ai sensi della legge n. 76/2016.

Quanto è possibile detrarre

La detrazione è riconosciuta nella misura del 90% delle spese documentate, sostenute nell’anno 2020 o, per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2020.

La detrazione va ripartita in 10 anni, con 10 quote annuali costanti di pari importo. Quindi ad esempio se la ristrutturazione della tua facciata comporta una spesa totale di 50.000 € (comprensiva di progettazione, esecuzione lavori, occupazione suolo pubblico, Iva…) avrai diritto ad una detrazione pari a 45.000€ (il 90% della spesa totale), da suddividere in 10 anni in quote di pari importo annuo, quindi 4500 € all’anno per 10 anni.

A differenza di altri bonus, per il Bonus Facciate, non sono previsti limiti massimi di spesa né un limite massimo di detrazione.

Conclusioni
Il Bonus Facciate risulta quindi essere un valido strumento molto utile per tutti coloro che devono riparare o recuperare facciate di edifici privati o condominiali, consentendo un grande vantaggio in termini economici sia per le opere di manutenzione straordinaria che per quelle di manutenzione ordinaria come una semplice tinteggiatura. Insieme al Sisma Bonus, il Bonus Ristrutturazioni e l’Eco Bonus permette di rendere economicamente sostenibili interventi di recupero, riqualificazione e ristrutturazione.

Per qualsiasi informazione o chiarimento sul Bonus Facciate o su altri Bonus di cui potresti usufruire per la ristrutturazione del tuo immobile, non esitare a contattarci.

Ing. Camilla Mengoni

Documentazione utile:

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